I Quattro Canti e piazza Pretoria

Durante la vostra passeggiata, all’incrocio tra il Corso Vittorio Emanuele e la via Maqueda ( assi principali, se non della città, del centro storico palermitano) incontrerete i cosiddetti “Quattro canti”. Questi rappresentano i quattro angoli su cui si elevano le facciate convesse di bei palazzi secenteschi dalla classica suddivisione a tre ordini sovrapposti (dorico, ionico e corinzio) con, al centro, fontane sormontate dalle statue delle quattro stagioni. Nelle nicchie degli ordini superiori si trovano invece le statue di re spagnoli e, al livello più alto, quelle delle protettrici di Palermo, le sante Cristina, Ninfa, Oliva e Agata, poi soppiantata da Santa Rosalia. L’incrocio segna anche le quattro zone in cui, un tempo, Palermo era suddivisa: Palazzo Reale, Mezzomonreale, Castellammare e Oreto, ciascuna affidata ad una santa. Tra i palazzi che formano i quattro “canti”, degni di nota sono Palazzo Costantino e Palazzo di Rudinì: di quest’ultimo sicuramente la parte più interessante del palazzo è la vista panoramica. Il balcone appartiene ad uno dei Quattro Canti e da lì si possono ammirare gli altri tre e la sottostante piazza in tutta la loro bellezza. Basterebbe solo questo per giustificare la visita. Poco distanti da essi, sulla via Maqueda, si affaccia la facoltà universitaria di Giurisprudenza, che custodisce al suo interno la piccola ma bellissima cappella – oratorio di San Giuseppe dei Falegnami: è un piccolo gioiello di arte barocca in Sicilia, un tempo cappella interna della Chiesa di S. Giuseppe dei Teatini e poi divenuta cappella di riferimento di varie congregazioni: prima quella di Gesù, Giuseppe e Maria; poi quella dei Servi del santissimo Sacramento e dell’Immacolata Concezione; ed infine la Confraternita di San Giuseppe dei Falegnami nel 1804. Sempre a due passi dai quattro canti, sulla via Maqueda ed antistante alla facoltà di Giurisprudenza , si trova Palazzo delle Aquile, sede del sindaco e degli organi politici della città. Davanti il palazzo si trovano la fontana e la piazza Pretoria detta dai palermitani “delle Vergogne”, in quanto le statue che compongono la fontana sono rappresentate nude. Si tratta di uno dei simboli più rappresentativi del capoluogo siciliano, considerata da molti una delle più belle fontane d’Italia. La sua storia è particolare, dato che inizialmente questa fontana era stata progettata e costruita in Toscana, e solo successivamente fu poi trasportata a Palermo. Al centro della fontana troviamo un puttino che versa acqua, soprannominato “Il Genio di Palermo“, mentre tutto attorno ci sono statue che rappresentano varie figure mitologiche ed una rappresentazione allegorica dei  fiumi di Palermo: l’Oreto, il Papireto, il Gabriele e il Maredolce. Se ne avete la possibilità visitatela durante le ore serali: illuminata avrà un fascino particolare.

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